DEFINIZIONE DI SVILUPPO SOSTENIBILE
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Nel 1987 la Commissione mondiale dell’ambiente e dello sviluppo (Commissione Brundtland) ha elaborato una definizione del concetto di sviluppo sostenibile, ormai generalmente conosciuta: «Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro.»
Estratto dal documento di Lega Ambiente Italia ©
"[...]Lo sviluppo della società dell'informazione svolge un ruolo trainante nei processi di globalizzazione, grazie alla costituzione di reti digitali globali che collegano fra loro una moltitudine di soggetti e sospingono la creazione di una nuova economia globale basata sulle reti e su fattori immateriali. Cambiano i fattori che rendono competitive e dominanti le economie. Il contenuto tecnologico, la qualità e il marchio del prodotto, la proprietà intellettuale, la tempestività del servizio stanno prendendo il sopravvento sui tradizionali fattori di costo.
L 'economia della conoscenza: il cuore dello sviluppo.
Con l 'età della globalizzazione l 'economia delle materie prime è stata soppiantata dall'economia della conoscenza. La ricchezza non è più creata solo dalle risorse naturali o dalla produzione, ma da come i prodotti e i servizi sono progettati e immessi sul mercato. I settori industriali e dei servizi basati sulla conoscenza, la cosiddetta knowledge based economy caratterizzati da un alto input di ricerca e sviluppo e che impiegano manodopera con un livello di qualificazione superiore alla media e in particolare quelli imperniati sulla titolarità di diritti d'autore o sul possesso di know-how, hanno superato i settori più tradizionali in termini di crescita di valore e di occupazione, capitalizzazione e capacità di esportazione. [...]
Ricerca e brevetti, un patrimonio cruciale.
In questo contesto, la ricerca e lo sviluppo tecnologico e la qualità del capitale umano (la qualità della loro formazione) diventano fattori cruciali. Primo, perché si accorcia il ciclo della ricerca e sviluppo. Il modello classico della ricerca ("ricerca di base precompetitiva, ricerca industriale, attività di sviluppo") corrisponde sempre meno alla realtà. Nei nuovi campi, dall'informatica alle biotecnologie, le attività di ricerca di base possono portare direttamente alla creazione di prodotti e il tempo di ritorno degli investimenti nella ricerca è molto più rapido, come testimoniano gli utili delle società hi-tech nella farmaceutica o nel software. Una buona correlazione è evidente tra il tasso di crescita economica e il tasso di crescita della spesa per la ricerca e sviluppo. [...]"